La fine del mondo Due sull’autobus
Apr 03

Chiudere gli occhi e prepararsi al contatto. Le lame del vento ti tagliano le orecchie, il naso, le labbra. Non vedi ma immagini e immagini male. Perchè in questo spazio non ci sono secondi ma solo ricordi, che si cambiano e cambiano umore. Non hai peso, mai l’hai avuto. Vorresti avere le ali, per davvero, e invece sei su delle rotaie che ti portano dall’altra parte, migliore o peggiore va a fortuna. Non c’è più un alto e un basso, solo tu, adesso. E per poco. Ondeggi nella palla di vetro, la neve di polistirolo è più veloce di te. Hai tutta l’aria e il respiro vuoto, il mondo schiacciato sul petto e preme e preme. E’ insopportabile e lunghissimo. Come consolazione, è definitivo. Suona il campanello, sta arrivando il tuo diretto. Non puoi sentirlo, ci sei già sopra. Uno, due, tre. Ormai sei diventato qualcos’altro.

suggested music: Some Devil, Dave Matthews

2 Responses to “Precipitare”

  1. p.s.v. Says:

    secco. un pugno nello stomaco, altro che in faccio. un pugno sullo stomaco, di quelli che ti finiscono

  2. Henry Calvino Says:

    § p.s.v.
    E che per un momento, lunghissimo, non ti fanno respirare.

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