Una volta ho assaggiato un gelato, che non ti so dire. Un tripudio di gusto, una scioglievolezza, una dolcezza che non ho più provato. Appena ho dato il secondo morso il cielo si è oscurato e si è alzato un vento gelido. Ho pensato stesse arrivando il solito temporale estivo e così ho continuato a godermi la mia prelibatezza. Invece più addentavo quell’estasi per il palato più il tempo peggiorava, tuoni, fulmini, scosse di terremoto sempre più violente, stormi di uccelli che scappavano chissà dove, la gente impazzita che correva per la piazza, urla e pianti disperati, la strada si è squarciata in solchi profondi. Dev’esere stato due vite fa, perchè lo ricordo ancora piuttosto bene. Ha cominciato a scendere una pioggia ocra e dallo strano sapore. E’ stato lì che ho capito l’arcano, ma non volevo davvero rinunciare alla mia squisita merenda. Così mi sono seduto, comodo, sulla panchina, a godermi il gelato mentre guardavo il mondo finire.
Apr 02





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