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Renny

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Una bella giornata di sole. Quelle che quando metti gli occhi fuori dalla porta devi chiuderli subito. Una di quelle in cui la luce sembra rimbalzare ovunque, bianca, ispirata. E’ così che se lo immaginava Renny quel giorno. Renny non vedeva più da 27 anni, una malattia ereditaria lo aveva reso insensibile allo spettro infinito di colori che giunge a noi da milioni di chilometri. Il calore sulla pelle quello sì però, quello lo sentiva, e quel giorno lui lo vedeva.

Noi importa quanto fosse stanco, Renny imboccò il viale che portava alle paludi e percepì l’oscurità chiudersi sopra di sé. Freddo, goccioline di nebbia che si posavano sulla sua pelle, che entravano nelle sue ossa, sotto i vestiti, il silenzio dei suoi passi sulle foglie morte. Procedette per una mezz’ora in quel tunnel di rami fitti e invisibili sopra di lui fermandosi di tanto in tanto a toccare il muretto che correva lungo il sentiero per assicurarsi di non essere ancora arrivato al bivio.

Un aura di calore cominciò a stuzzicarlo, da lontano, lentamente, sempre più intensa, metro dopo metro, fino a diventare insopportabile. Uno sfrenato, abbagliante, seducente fuoco scoppiava a pochi passi da lui. Lo accarezzava e lo abbracciava come un sole. Avrebbe voluto perdersi in quel cuore pulsante, entrarci e rinascere, ma il calore con una mano lo stuzzicava e con l’altra lo allontanava. E gli occhi erano l’unica cosa in lui che non sentiva nulla.

Pulp reality

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Avevo da poco smontato dal lavoro. Stavo tornando a casa e mentre guardavo le lontre saltare da un palazzo all’altro provavo un senso di tenerezza. La mia auto non aveva più il refrigeratore da quando me l’avevano rubato al parcheggio della mensa, così ero costretto ad una sauna poco depurativa. Le quattro di notte. Le uniche luci che incontravo erano quelle dei traghettatori che ritiravano le salme degli estinti per bruciarle al forno pubblico. Pensavo che non sarebbe stato molto peggio di come mi sentivo in quel momento. Alla radio solo musica riassemblata. E il riassunto della nuova edizione di Pulp Reality. Non ne potevo più di questi show ansiogeni. Il penultimo l’avevano fatto nella zona industriale dismessa di Venezia. Inutile dire che era finito in anticipo, e senza vincitore. L’undicesimo di fila così. Non erano ancora riusciti a trovare la formula giusta perché almeno un “concorrente” non perdesse la testa.

Ci hanno rinchiusi in un capannone industriale. Senza acqua. Nè cibo. Nè speranza. Siamo rimasti in trentaquattro e ho la vaga sensazione che tra non molto ci scanneremo a vicenda. I test che ci hanno fatto prima di sbatterci qui dentro hanno innervosito parecchia gente, soprattutto i [...]. La cosa non sembra promettere bene.

Martore

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Rieccomi vivo anche se il tormento mi accoglie l’anima. E’ impossiile sapere se mai avverra’ qualcosa di bello, di luccicante quanta basta a farti dimenticare il Luna Park. Non c’è possibilita’ di sapere, di vedere, di consolare l’insonnia di un povero cane cieco. Orribili mostri che si affacciano su un balcone, bambini sconsolati che perdono le palle, non c’è un attimo di vita che non sia perso come il volo fugace di una martora.

Privi di talento, sopravvalutati e segaioli

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“Ecco la lista delle persone che finora Andrew e David hanno considerato prive di talento, sopravvalutate, o semplicemente segaioli: gli Oasis, gli Stones, Paul McCartney, John Lennon, Robbie Williams, Kingsley Amis, Martin Amis, Evelyn Waugh, Auberon Waugh, Salman Rushdie, Jeffrey Archer, Tony Blair, Gordon Brown, William Shakespeare (anche se, per correttezza, bisognerebbe dire che disprezzano soltanto le commedie e alcuni drammi storici), Charles Dickens, E. M. Forster, Daniel Day-Lewis, i Monty Python, Gore Vidal, John Updike, Thomas Harris, Gabriel Garcia Márquez, Milan Kundera, Damien Hirst, Tracey Emin, Melvyn Bragg, Dennis Bergkamp, David Beckham, Ryan Giggs, Sam Mendes, Anthony Burgess, Virginia Woolf, Michael Nyman, Philip Glass, Steven Spielberg, Leonardo DiCaprio, Ted Hughes, Mark Hughes, Sylvia Plath, Stevie Smith, Maggie Smith, gli Smiths, Alan Ayckbourn, Harold Pinter, David Mamet, Tom Stoppard e ovviamente, tutti gli altri drammaturghi contemporanei, Garrison Keillor, Sue Lawley, James Naughtie, Jeremy Paxman, Carole King, James Taylor, Kenneth Branagh, Van Morrison, Jim Morrison, Courtney Love, Courteney Cox e tutto il cast di Friends, Ben Elton, Stephen Fry, Andre Agassi, Pete Sampras e tutti i tennisti contemporanei, Monica Seles e tutte le tenniste della storia, Pelè, Maradona, Linford Christie, Maurice Greene (“Come può essere sopravvalutato il velocista più veloce di tutti?” ho chiesto una volta, disperata, ma senza ricevere una risposta soddisfacente), T. S. Eliot ed Ezra Pound, Gilbert e Sullivan, Gilbert e George, Ben e Jerry, Powell e Pressburger, Marks e Spencer, i fratelli Coen, Stevie Wonder, Nicole Farhi e tutti quelli che per vivere disegnano dei cazzo di vestiti, Naomi Campbell, Kate Moss, Johnny Depp, Stephen Sondheim, Bart Simpson (ma non Homer Simpson), Omero, Virgilio, Coleridge, Keats e tutti i poeti romantici, Jane Austen, tutte le Brontë, tutti i Kennedy, quelli che hanno fatto il film Trainspotting, quelli che hanno fatto il film Lock & Stock – Pazzi scatenati, Madonna, il Papa, tutti i loro compagni di scuola o di università che adesso si stanno facendo un nome nei campi del giornalismo, della televisione o delle arti, e molti, molti altri, così tanti che è impossibile elencarli tutti qui. In realtà, è più semplice scrivere i nomi delle persone della storia mondiale che piacciono a entrambi: Bob Dylan (anche se non di recente), Graham Greene, Quentin Tarantino e Tony Hancock. Non riesco a ricordare nessun altro che abbia ricevuto la piena approvazione di questi due custodi della nostra cultura.”

da Come diventare buoni di Nick Hornby

Monsieur COK

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monsieur_cok

Un simpatico corto su un curioso signore che preferisce i robot alle persone in carne e ossa per lavorare nella sua fabbrica di bombe…

Monsieur Cok

Il campo di Holly e Benji

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Tenendo presente il raggio della terra (6327 Km), e considerando l’altezza media di un osservatore (170 cm), è stato calcolato che la distanza a cui un giocatore vede l’orizzonte su un campo di calcio di Holly e Benji é di 4,53 km, per una lunghezza totale del rettangolo di gioco di circa 17,8 Km. Il campo, a ogni partita, viene percorso in media 4,5 volte per una distanza totale in 90 minuti (+5 di recupero) di 80,1 km. Velocità media: 50,58 Km/h. Quando Mark Lenders effettua il tiro della tigre, la palla raggiunge una forza d’urto, contro il muro, di 160,2 kilowatt. La palla quindi genererebbe un’onda energetica che potrebbe uccidere un essere umano nel raggio di 25 metri. E l’arbitro, per avere una corretta visione del gioco, dovrebbe girare per il campo in sella a una moto.

Qui lo studio completo dell’Ing. Mercuri Giovanni

Una vita in 42 secondi

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Last Day Dream

Le classifiche di Alta Fedelta’

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Hornby vincerà il Nobel.  Ho pochi dubbi su questo. Ci sono pochi scrittori contemporanei che hanno “il dono” e lui ce l’ha.

Gli artisti citati

Le Top Five

Il figlio degli Osbourne 2

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Speriamo che stasera non passi Kathrine, sempre a fare mille domande quella là, non vorrei dover riempire il congelatore un’altra volta. Che forse dovremmo comprarne uno nuovo, più grande, Maggie ci è stata per un soffio. Per non dire che non ho proprio voglia di passare altre mille volte lo straccio per raccogliere tutto il sangue. Mi chiedevo, non ti sembra che sia troppo scuro il sangue del figlio degli Osbourne? Cosa mai gli davano da mangiare a quel povero ragazzo? Sicuramente non i manicaretti che preparo io per il mio Michael. Ah, ricordati che giovedì viene il Dott. Marguel per la visita. Mi raccomando, non fare come il mese scorso, cerca di sembrare il più idiota possibile ed evita le battutine sarcastiche, che poi si insospettisce. Sai bene quanto ci serve il tuo assegno. Ecco fatto, i biscotti li ho messi nel forno, tra quaranta minuti sono pronti. Nel frattempo sarà meglio che vada giù a vedere come stanno le amputazioni del ragazzo.

Nat e Monk

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Ci sono voluti due mesi perchè Nat si riprendesse dalla morte di Monk. Non capita a tutti di vedere morire il proprio scimpanzè. Gli avevano detto che quell’animale poteva vivere fino a cinquant’anni. Il bastardo invece se ne è andato neanche a trenta…Molto è cambiato per Nat ora. Per prima cosa deve andare a prendersi il giornale da solo, cosa che faceva regolarmente Monk, il che implica grandi sacrifici, quali svegliarsi prima di mezzogiorno, infilarsi la vestaglia (Nat dorme nudo), fare i quaranta passi che lo separano dall’edicola, vedere la faccia brufolosa di Perry e magari per strada incontrare la signora Jenkins. Decisamente non il modo migliore di cominciare la giornata.

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